I giovani, la democrazia e i dati elettorali La fiducia nella democrazia è in declino e i giovani sono spesso disillusi e lontani dalla partecipazione politica. Questo allontanamento è evidente nei dati elettorali recenti: nel Regno Unito l'affluenza si è fermata a circa il 60%, mentre in Italia, alle elezioni politiche del 2022, ha votato solo il 63,91% degli aventi diritto, il dato più basso della storia repubblicana. La democrazia si indebolisce quando i cittadini pensano che il loro voto sia inutile. Il progetto inglese: imparare la democrazia praticandola Per invertire questa tendenza, nel Regno Unito è nato il progetto Smart School Councils, che punta a insegnare la democrazia facendola vivere direttamente in classe. Questo sistema supera il classico consiglio studentesco elitario: attraverso brevi incontri di 15 minuti guidati da un software, tutti gli alunni (anche a cinque anni) possono discutere, proporre idee e votare. Attualmente adottato in circa 750 scuole, il progetto ha portato quasi il 90% degli studenti a sentirsi finalmente ascoltato. Capire fin da piccoli che la propria voce può portare a cambiamenti reali prepara i bambini a diventare cittadini attivi e futuri elettori. Gli 80 anni della nostra Repubblica La situazione attuale contrasta fortemente con le radici della nostra democrazia. Nel 2026 si celebrano gli ottant'anni della Repubblica Italiana, nata il 2 giugno 1946. In quella storica votazione, svoltasi dopo la dittatura e la guerra, la partecipazione fu straordinaria, con un'affluenza vicina al 90%. Milioni di cittadini sentirono la responsabilità collettiva di costruire una nuova Costituzione fondata sulla partecipazione. I 50 anni degli organi collegiali e la scarsa partecipazione L'Italia possiede già una solida tradizione di democrazia scolastica grazie agli organi collegiali, istituiti cinquant'anni fa per rendere la scuola una comunità educante. Purtroppo, oggi questa grande intuizione democratica appare stanca: la partecipazione alle elezioni scolastiche è bassissima. Il sistema è percepito come lento, cartaceo e organizzativamente pesante, trasformandosi in un adempimento faticoso sia per le famiglie e gli studenti, sia per le segreterie scolastiche. Il voto elettronico come strumento di rilancio La lezione che arriva dall'Inghilterra è che la partecipazione cresce se resa semplice e accessibile. Per questo, le fonti propongono l'adozione del voto elettronico per le elezioni degli organi collegiali italiani. Permettere di votare digitalmente ridurrebbe gli ostacoli logistici, alleggerirebbe il lavoro delle scuole e riavvicinerebbe la democrazia scolastica alla vita reale, un'innovazione che è già stata sperimentata con successo in ambito universitario e da realtà associative come Dsgaonline.
